IL TEMA

Nell’immagine ufficiale di Sophia 2022 fuoco e scintille primordiali diventano simbolo di forza, movimento, inizio. In una parola, di eros.

Non è raro che alcuni racconti mitologici esordiscano così: c’è un mortale di straordinaria bellezza e tale bellezza suscita la invidia di una divinità, un’invida tale da far commettere i più creativi atti di follia. Così avviene, per esempio, in uno dei più importanti racconti della tradizione occidentale, quello che Apuleio ci riporta ne Le metamorfosi e che ha come protagonista una fanciulla, Psiche. Psiche possiede una bellezza eccezionale. La dèa Afrodite, invidiosa di tale bellezza, ordina al figlio Eros di farla innamorare di un uomo deplorevole. Come accade nelle storie ben realizzate, però, interviene un imprevisto: è Eros stesso a innamorarsi di Psiche. Il dio decide così di condurre la fanciulla nel suo palazzo, imponendole che i loro incontri avvengano esclusivamente al buio. Una notte Psiche, vinta dalla curiosità nello scoprire il volto dell’amante, accende un lume ma

fa cadere inavvertitamente una goccia di olio bollente su Eros, che si sveglia e, scoprendo il tradimento di Psiche, fugge abbandonandola. Psiche, folle d’amore per Eros, sarà disposta a superare ogni genere di prova per riunirsi all’amante. Che cosa ci consegna Apuleio? Ci consegna una storia di importanza più fondamentale di altre. Non solo questa è, come ci informa lo studioso Octavio Paz, «una delle prime apparizione dell’amore» della nostra tradizione, ma è una storia che «anticipa una visione dell’amore destinata a cambiare la storia spirituale dell’Occidente». È la prova, allargando il pensiero di Paz anche alla filosofia, che in qualche modo c’è Eros agli albori del nostro modo di vivere e di pensare il mondo. Ma che cos’è eros? Qual è la sua forza? Che volto è il suo? È il volto dell’eros di Empedocle, che lo pone come uno dei principi che governano il cosmo, o è il demone inquieto del Simposio di Platone? È l’amore che Dante pone come causa dei movimenti dell’universo o è l’eroico furore di Giordano Bruno? È forse l’eros astuto e inquietante di Schopenhauer, che nasconde le trame della volontà, o è l’amore intellettuale di Dio di cui parla Spinoza? E quali sono le sue apparizioni contemporanee? Dove incontriamo eros oggi, nella società dell’amore liquido di Bauman e in quella del superamento delle ormai obsolete logiche binarie della sessualità? È a queste riflessioni che Sophia invita quest’anno, in un percorso che spazia dalle suggestioni che offrono le arti e la letteratura, la psicanalisi e l’antropologia, la scienza e, naturalmente, la filosofia.