DONATELLA DI CESARE

Dal 2001 è professore ordinario al Dipartimento di Filosofia della Sapienza di Roma dove ha insegnato filosofia del linguaggio e, dal 2011, filosofia teoretica. Nel 2012 è stata professore ospite presso il Department of Languages and Literatures della Brandeis University (USA). È stata Vicepresidente della Martin Heidegger-Gesellschaft ed è membro dell’Associazione Italiana Walter Benjamin. Dal 2016 dirige la collana "Filosofia per il XXI secolo" per Mimesis. Nel semestre invernale del 2016 è stata Brocking Visitorship alla Queen’s University (Canada) e dal 2017 ha insegnato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 2018 è membro del Consiglio Scientifico e Strategico del CIR Onlus, Consiglio Italiano per i Rifugiati. Inoltre, è stata professore ospite presso la Stiftung-University di Hildesheim (Germania), la Albert-Ludwig-Universität di Friburgo in Brisgovia (Germania), la Kulturwissenschaftliches Forschungskolleg di Colonia (Germania) e Distinguished Visiting Professor of Arts and Humanities alla Pennsylvania State University (USA). Fa parte del Comitato scientifico della Internationale Wittgenstein-Gesellschaft e dei "Wittgenstein-Studien".

Nella prima fase dei suoi studi, compiuti soprattutto in Germania all’università di Tübingen e poi a quella di Heidelberg, dove è stata l’ultima allieva (unica donna) di Gadamer, si è occupata di fenomenologia ed ermeneutica filosofica offrendone una visione originale da cui è scaturito Utopia del comprendere (Il melangolo, 2003). A seguito della pubblicazione degli Schwarze Hefte di  Heidegger, si è interrogata sulle responsabilità della filosofia verso lo sterminio pubblicando il libro Heidegger e gli ebrei. I «Quaderni neri» (Bollati Boringhieri, 2014). Successivamente si è occupata della questione della condizione umana sottoposta alla violenza estrema in Tortura (Bollati Boringhieri, 2016) e del terrore come volto oscuro della guerra civile globale in Terrore e modernità (Einaudi 2017). La svolta politica del suo pensiero emerge in particolare dal 2017, quando riprende il tema della sovranità, mentre lo scontro epocale fra lo Stato e i migranti è al centro di Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione (Bollati Boringhieri, 2017), Premio Pozzale per la saggistica 2018 e il Premio Sila per economia e società 2018. Gli interrogativi sull’estraneità e sul mito dell’identità sono protagonisti di Marrani. L’altro dell’altro (Einaudi, 2018), mentre il recente Sulla vocazione politica della filosofia (Bollati Boringhieri, 2018) offre una sintesi della sua posizione filosofica. Il libro è finalista del Premio di Filosofia Benedetto Croce 2019.