AMOS BERTOLACCI

Si è laureato presso l’Università di Pisa nel 1992. Nel 1998 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filosofia presso l’Università di Firenze e nel 2005 il Ph.D. in Near Eastern Languages and Civilizations presso la Yale University (2005); dal 2010 al 2018 ha insegnato Storia della Filosofia Medievale presso la Scuola Normale Superiore di Pisa come professore associato. Attualmente è professore ordinario della medesima disciplina presso la Scuola IMT Alti Studi di Lucca. Ha pubblicato numerosi studi sugli esponenti di spicco del pensiero arabo-islamico classico (Avicenna, Averroè), con particolare attenzione alla loro interpretazione della Metafisica di Aristotele, e sulla ricezione latina delle loro opere (Alberto Magno). Attualmente coordina un programma di censimento dei manoscritti e lavora a una nuova edizione critica digitale della Metafisica del Libro della Cura (o della Guarigione) di Avicenna.
La sua ricerca si interessa al processo per il quale, in epoca medievale, la cultura filosofica greca classica fu recepita congiuntamente da ambienti intellettuali latino-cristiani, arabo-islamici e ebraico-giudaici, determinando un modello di sinergia intellettuale tra monoteismi per altri versi contrapposti. Una comunanza culturale che oggi può rappresentare un valido esempio di dialogo interculturale immune da scontri dogmatici. In generale, lungi dall’essere un’“età buia” o un “intermezzo” storico, il cosiddetto “Medioevo” si mostra rilevante e attuale mostrando concretamente che le civiltà antagoniste non sono blocchi monolitici ma continuano ad intrattenere "ponti" di scambio e di dialogo intellettuale anche quando “muri” religiosi, politici e militari le dividono. La questione delle “radici” culturali dell’Europa non può dunque essere affrontata in via pregiudiziale ma deve essere contestualizzata in un’ottica pluralistica. Il manoscritto, il prodotto culturale grazie a cui questo sapere condiviso si diffuse, costituisce il fulcro di uno studio interdisciplinare innovazione tecnologica e discipline tradizionali interagiscono migliorando la gestione e conservazione dell’oggetto.
Tra le sue pubblicazioni si ricordano «Subtilius speculando». Le citazioni della Philosophia Prima di Avicenna nel Commento alla Metafisica di Alberto Magno” (1998), Il pensiero filosofico di Avicenna (2005), Biblioteche e centri di cultura nell’Oriente musulmano tra il X e l’XI secolo (2005).