LA FILOSOFIA, FONTE D’ACQUA VIVA

La cultura come bisogno sociale da soddisfare in maniera reale ed efficace. Giovanni Scarabelli, Decano dell’Accademia “Maria Luisa di Borbone” di Viareggio, saluta l’edizione 2017 di Sophia.

Devo subito dichiarare che l’idea di Sophia – la Filosofia in festa mi trovò immediatamente d’accordo, anche se interiormente mi era sorto il dubbio: ma ci sarà partecipazione? Con mio grande stupore e comune soddisfazione la risposta lo scorso anno è stata superiore alle aspettative. E se era ben comprensibile l’afflusso di scolaresche il sabato – tanto da mandarci quasi in tilt anche per la persistente pioggia – il permanere di una ben alta presenza di giovani nella giornata di domenica ha fugato ogni dubbio al punto che per questa seconda edizione si è dovuto cercare una sede più ampia ed idonea alla bisogna.
Sebbene abbia, infatti, insegnato per 35 anni in licei classici e università non mi aspettavo un così alto grado d’interesse. Abituati – o meglio: diseducati – da un certo tipo di comunicazione sociale sui giovani, sulla superficialità, sull’improvvisazione, sulla mancanza di progettualità e via dicendo con banalità del genere, l’appello alla riflessione filosofica ha trovato una sorprendente attenzione. Il che vuol dire che a fronte di proposte serie, impegnative, di valore ed attinenti a temi profondamente esistenziali – lo scorso anno si è parlato di nichilismi – l’attenzione è viva e la responsabilità esercitata al sommo.
È vero che non siamo alla ricerca di risultati appariscenti, da scoop giornalistico, ma aver avuto la prova che con questa iniziativa rispondiamo ad una attesa generale non può che confortarci nel proseguirla in una crescente tensione al meglio. Il che rafforza la convinzione che c’è vera sete di cultura vera e che gli “operatori” (io mi sono sempre definito un “manovale”) del settore devono progettare in grande ed alla grande. Si tratta di una responsabilità ineludibile se non si vuole cadere in quel pressappochismo e in quella rutilante superficialità che caratterizza molte manifestazioni sedicenti culturali.
Ricordo una espressione del ’68 parigino: «la cultura è come la marmellata, meno ce n’è più la si distende fino a renderla insignificante». Il “tutto è cultura” rischia di diventare “niente è cultura”.
Sophia – la Filosofia in festa, senza presunzioni ma in una sincera ricerca di offrire il meglio, rifiuta d’essere oggi un velino evanescente di “marmellata” per non tradire la fame e la sete inesausta di chi cerca sorgenti d’acqua viva a fronte delle proposte di “cisterne secche e screpolate” offerte dall’industria pseudo culturale della società.

 

Giovanni Scarabelli
Decano dell’Accademia “Maria Luisa di Borbone”